.
Il ruolo di blogger mi piace, mi era piaciuto fin dall’inizio, non è tanto lo scrivere ma avere una “Relazione” fra la gente che ti legge, per capire, cosa ne pensano gli altri delle tue stesse idee, dei tuoi pensieri.
Avevo progettato questo blog come una cosa “seria” da fare, non sbarazzina come qualcuno ha suggerito, e sfortunatamente, per un motivo o per l’altro non è andato a buon fine. Però non sarà l’ultima volta che provo a fare qualcosa del genere, anzi, dagli errori si impara, la prossima sarà anche meglio, velo assicuro.
Il mio desiderio di continuare, però, è diretto verso una modalità più diretta di comunicare.
Una cosa che mi piacerebbe molto fare sarebbe un podcast settimanale o adirittura un videopodcast, cose del genere.
Spero un giorno di tornare facendo quello.
Nel mentre che aspettiamo però penso di rimettere su un sito personale, tanto per avere la soddisfazione di averne uno.
Un saluto e grazie per avermi o averci seguito fino alla fine.
davideb
.
Oggigiorno nasce circa un blog al secondo. Facile.
Più difficile è mantenerlo.
I blog sono bambini affamati di lettori, esattamente
come l'ego di chi ci sta dietro. Nascono così blog di
grande successo e piccoli blog personali, che vanno
sempre avanti. C'è poi chi prova a fare il passo dall
seconda alla prima categoria. Noi ci abbiamo provato,
e questa è una piccola vittoria in una guerra persa,
ma che proprio per questo vale di più. Trovar lettori
è affar difficile, ma noi non ci siamo riusciti.
Tanti impegni e poco tempo ci hanno convinti, alla
fine, a mollare. Non è stata una scelta facile, ma
era l'unica possibile; dubito saranno molti di voi a
perderci il sonno.
Finisce così, questa sera, un anno, se ne avvia uno
nuovo, e noi lasciamo qua gli abiti vecchi e
consunti, ne prendiamo dei nuovi.
Non abbiamo rammarico, è stata una piccola avventura.
Sono sicuro non ne avrete neanche voi.
Buon anno. Punto e accapo.
SmelltheRoses
EvayStyle & affarionweb ti regalano un Omnia!

Eccovi la citazione:
Come vi
avevo promesso ci sarebbe stato un
contest da urlo molto
presto.Infatti il premio di questo contest è uno
straordinario
SAMSUNG SGH-I900 Omnia Nero 8GB,il
cellulare che attualmente ( almeno per me ) è
l’unico
vero rivale dell’iPhone di casa
Apple.Ma non vi
preoccupate non siete su scherzi a parte,non
registriamo il video della consegna per poi
riprendercelo e salutarvi con una pacca sulla
spalla,sarà vostro a vita.Ma il merito non voglio di
certo prendermelo solo io,devo ringraziare il
grande Affarionweb
che
collabora con me.
Un portale dove poter trovare davvero di tutto,con
prezzi incredibili su molti prodotti e una facilità
di navigazione impressionante.Inoltre ha una
comodissima
live chat ed
aderisce al
progetto fiducia.Ma
andiamo al sodo e vediamo come partecipare.
Regolamento:
- Il SAMSUNG SGH-I900 Omnia Nero 8GB è comprensivo di spese di spedizione,quindi totalmente gratuito.
- Per partecipare a questo contest i lettori di Evaystyle dovranno parlare di questo contest sul proprio sito o blog.Il vostro articolo dovrà contenere l’immagine con scritto Evaystyle e Affarionweb ti regalano un Samsung Omnia i900.Un link a questo post e uno al sito Affarionweb ( guardare quello in alto ).Se decidete di partecipare ricordatevi di segnalarlo nei commenti qui sotto.
- L’estrazione avverrà in diretta via webcam tramite il sito Ustream.tv
- Il contest non ha una fine prestabilita.Terminerà infatti tre giorni dopo il raggiungimento di 700 partecipanti ( visto il premio non penso durerà molto ).
- Spargete la voce e buona fortuna a tutti.
davideb
L'onda non si arresta

L’onda
non si arresta. Parlare di scuola su questo blog sta
diventando una moda, e fà anche successo, visti i
buoni rapporti con alcuni lettori che vogliono che
ontinui a scrivere su questo argomento per
informarli. L’onda non si arresta, è questo il titolo
dell’ultima newsletter dell’unione degli studenti.
Le leggi sono passate, (Decreto 137 e legge 133),
occorre, più di prima, combattere per riavere la
libertà di prima. Non è ancora successo niente, le
scuole non sono ancora peggiorate, insomma, stiamo
parlando di nemmeno due settimane dall’approvazione
della legge, ma l’ansia che queste due approvazioni
hanno generato si sente sempre più. Se le cose non
cambiano, vi faccio un esempio, il mio liceo non sò
con quante persone rimarrà, insomma, tornerà ad
essere una scuola con un livello formativo
bassissimo, diminuiranno sia le materie artistiche
che quelle teoriche.Non serve che commento a questo
riguardo, si capisce benissimo anche senza.
Domani, 14 Novembre ci sarà un
corteo nazionale a
Roma,
dopodiché seguirà la
settimana di mobilitazione nazionale:
17 - 21 Novembre.
Inoltre volevo segnalare un buon modo per farci
vedere numerosi in rete.
(Clicca per aderire)
E’ nato da poco, e già siamo in quasi 800 persone da
tutt’italia ! Iscrivetevi!
Ho creato una nuova categoria, per dividere
l’argomento scuola da Informazione & Grillo, cosi
da essere più preciso nei vostri confronti.
davideb
E niki non c'è più
Sarà stato uno scatto, un momento di
rabbia, categorizzatelo come volete. Oggi, vedendo
questo video all’ultimo articolo di Grillo, ho
fatto questo commento nell’omonimo post.
"Ma che prospettive ho io per il futuro? Quali
prospettive potrei
avere??????
Se un giorno parlassi contro persone che fanno i loro
porci comodi verrei
zittito o con le buone o con le cattive e per sempre,
e non ci potrà essere
nessuno ad aiutarmi, nemmeno le persone a me più
vicini come familiari. Se
una mattina tornerò a casa tardi potrei avere la
sfortuna di essere pestato
da delle forze dell'ordine?
Questo è il peggio? Non trovare lavoro una volta
usciti da scuola, ma non
delle università che diventeranno private ma dalle
superiori che cadono
a pezzi, che sono fatiscenti, cosi non potrò
costruirmi una famiglia, non avere
dei figli perché non potrei permettermeli.
PAESE DI MERDA. "
Appena possibile, mene andrò dall’Italia, promesso.
Commentate. Voglio sapere cosa ne pensate, se scrivo
a persone oppure ad un diario virtuale con un canale
diretto, senza espressività, critiche e complimenti.
davideb
Questo non è il cambiamento. E' la possibilità di ottenere un cambiamento.

"We hold these
truths to be self-evident,
that
all men are created equal, that they are
endowed by their Creator
with
certain unalienable
Rights, that among
these are
Life, Liberty and the pursuit of
Happiness. That to secure
these rights, Governments are instituted among Men,
deriving their just powers from the
consent of the governed, That whenever
any Form of Government becomes destructive of these
ends, it is the Right
of the People to alter or to abolish
it, and to
institute new Government, laying its foundation on
such principles and organizing its powers in such
form, as to them shall seem most likely to effect
their Safety and Happiness. Prudence, indeed, will
dictate that Governments long established should not
be changed for light and transient causes; and
accordingly all experience hath shewn, that mankind
are more disposed to suffer, while evils are
sufferable, than to right themselves by abolishing
the forms to which they are accustomed. But when a
long train of abuses and usurpations, pursuing
invariably the same Object evinces a design to reduce
them under absolute Despotism, it is their right, it
is their duty, to throw off such Government, and to
provide new Guards for their future security."
"Noi riteniamo
che le seguenti verità siano di per se stesse
evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati
uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di
alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la
Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che
allo scopo di garantire questi diritti, sono creati
fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro
giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni
qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a
negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o
distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le
sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi
poteri nella forma che al popolo sembri più probabile
possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza,
anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo
non andrebbero cambiati per motivi futili e
transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha
dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire,
finché i mali sono sopportabili, che a cercare
giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati.
Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni,
che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo,
evince il disegno di ridurre il popolo a
sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro
diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e
affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi
Guardiani"
dal Preambolo della
Dichiarazione di Indipendenza Americana
Questo è un
testo che dovrebbe diventare argomento di studio in
tutte le scuole del mondo. Perché questa non è solo
la dichiarazione di indipendenza; è la più completa
dichiarazione dei diritti dell'uomo, del perché dei
Governi. E' un atto di profonda riflessione.
Otto anni
fa gli americani elessero presidente un tal George W.
Bush. Tutti sbagliano, loro compresi; e con quel
gesto l'America ha pressoché raggiunto i nostri
bassofondi politici.
Ma tra l'America e noi intercorre una grossa
differenza. Il fatto che loro sono Il Popolo
Americano, noi siamo la mandria italiana. E' un po'
la differenza che potreste notare osservando prima un
bar in centro a Manhattan e poi un abbeveratoio per
bovini a Laredo (Texas, USA). Nel primo sbagliano, e
quando se ne accorgono (ci han messo otto anni, ma
alla fine ci sono riusciti) ne discutono; nel secondo
se non bevono ruminano, e se non fanno manco questo
muggiscono, che è pure peggio.
Così l'altra notte ogni singolo americano ha votato
sapendo chiaramente cosa sceglieva: il passato o il
futuro. Due candidati d'eccellenza, perché se tanto
si è parlato dell'eleganza di Obama, è giusto
riconoscere la signorilità dell'uscita di scena di
John McCain. (Se ancora pensate che la nostra casta
politica sia di questo livello, vi invito a
rammentare le sclerate della Nanoparticella quando
perse le elezioni contro Prodi.) E la maggioranza
degli americani, memore del passato, ha scelto di
cambiare; anzi, di darsi una chance di cambiare.
Perché anche loro sono stufi di carriarmati
(chiamateli Suv se vi fa piacere) pachidermici ed
inquinanti; sono stufi di continuare a bucare il
pianeta alla ricerca del petrolio e di lasciare le
chiavi del mondo in mano agli emirati arabi, che
sguazzano nell'oro mentre la gente fa i debiti per
pagarsi un pieno di benzina, oramai. Stufi di
continuare una guerra inutile, fatta anch'essa nel
solo interesse dei petrolieri e dell'industria delle
armi pesanti.
Avendo ben chiaro in testa tutto questo, il popolo si
è creato un candidato su misura. Nero, e già questo è
garanzia di cambiamento. Colto, perché sia lo
specchio di quanto sta sotto, lo sappia comprendere,
e dia valore a ciò che di più prezioso ha l'uomo: il
Sapere. E, cosa ancor più importante, libero; un
candidato, ora presidente, che non ha accettato i
finanziamenti che lo Stato fornisce a chi decide di
intraprendere una campagna elettorale presidenziale;
che ha rifiutato i finanziamenti delle lobby di
potere. Quel che ha ricevuto glielo ha dato la gente,
tramite la rete, per posta. Pochi soldi ognuno, ma in
grado di fare un forte capitale se in tanti. Una
prima prova di fiducia. Ed una promessa; perché così
tu sei il mio presidente, eletto da
me, e rispondi solo a me.
Tutti argomenti che lo stesso Obama riprende nel suo
discorso post-elezione. Promette tanto, ed io gli
voglio credere, perché secondo me lo fa col cuore,
con l'amore di un padre di due figlie che non vuole
vedere crescere nell'ignoranza, nella guerra e nella
carestia.
E' sincero, e dice una verità assoluta: non è questa
sua elezione il cambiamento, ma è una chance di
cambiare, di migliorare. Ci vorranno mesi, anni,
forse il suo mandato non basterà, ma col popolo
indicherà la via da seguire, per ricostruire
l'America come si è sempre fatto negli ultimi 200
anni, partendo dal basso, poggiando mattone su
mattone.
E lo stesso McCain, il suo avversario, alza il
cappello e si dice fiero di essere governato da un
uomo come Barack Obama; ambedue hanno desiderato
servire l'America e farlo con la massima carica. Uno
vi è riuscito, l'altro continuerà a farlo da
Senatore, che, come egli stesso afferma, è più di
quanto tanti altri potranno mai fare.
Da bravi italiani, che della parola dei politici
dubitiamo (però alla fine gli crediamo e li votiamo
pure, uno psicologo direbbe che dovremmo imparare a
fidarci delle prime impressioni) ci chiediamo: ma
sarà vero? Farà veramente quanto promette?
Io vi rispondo: solo il tempo ci chiarirà questo
dubbio; ma guardando il video del discorso di Obama,
scrutando gli occhi della gente e del suo Presidente
io vi dico che credo in lui, credo nella sua forza
d'animo e in quella del popolo che l'ha scelta.
Che ha scelto di avere un'opportunità di cambiare,
che dubito fortemente sprecherà.
Che Dio benedica l'America; e ci dia una bella
spinta, che a noi poveri ruminanti serve un miracolo,
non una semplice benedizione.
SmelltheRoses
Riforma Scolastica: chiariamoci un poco

Vi abbiamo già parlato ampiamente a proposito di
questa riforma. Il colpo d'ascia definitivo, che cade
deciso ed inarrestabile sul collo della Scuola.
L'ennesimo tentativo di decapitazione della cultura.
E forse il definitivo.
Si corre però il rischio di riflettere molto
conoscendo poco. Ed il miglior modo di conoscere, è
ricercare e schematizzare.
Così di buzzo buono ci siamo messi a scartabellare
plichi di fogli, leggere articoli vari in giro per il
Web, e finalmente ne siamo venuti a capo.
Possiamo così dire che questa riforma scolastica si
basa su tre punti.
Il
primo.
La riforma Gelmini, ovviamente.
Riguarda quasi esclusivamente le elementari e prevede
una riorganizzazione del personale.
Attualmente sono presenti nelle scuole elementari tre
professori ogni due classi. Questo dato non cambierà;
verranno però riorganizzate le risorse nel seguente
modo:
Una classe avrà un maestro unico, preferibilmente
quella che non farà tempo pieno.
L'altra sezione avrà invece due maestri,
probabilmente la più numerosa, o comunque quella
intenzionata a fare tempo pieno
Di base non è una cattiva idea, ma mi e vi domando:
era veramente così urgente? E dove si trova il
vantaggio economico?
Perché, a sentir il Ministro dell'istruzione,
dell'università e della ricerca
(solo noi italiani
sappiamo tirare fuori certe cose), tutto questo popò
di roba è stato ideato di concerto con il Ministro
dell'Economia e delle Finanze
per far sì che anche la
scuola dia il suo bravo contributo a risolvere la
crisi finanziaria.
Ma se il personale non varia, a che serve tutto ciò?
Probabilmente a creare un po' di confusione,
sufficiente ad eliminare gli ultimi maestri
competenti, e poi tutto tornerà tranquillo e sereno.
Come dopo lo scoppio di una bomba: dissipatosi il
fumo si respira un'aria tranquilla, quasi piacevole.
E fuori le elementari.
(Link dalla Legge, http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0009120)
Il
secondo.
E qui andiamo a toccare le scuole superiori.
Nello specifico gli istituti piccoli. Sì, perché è
tanto implicito quando chiaro l'ordine di sopprimere
i più piccoli. Nel decreto legge del 7 ottobre 2008,
n. 154, art. 3, viene chiaramente esplicitato che vi
saranno tagli economici, e nell'art. 64 della legge
del 25 giugno 2008, n. 112, poi ripreso nella legge
del 6 agosto 2008, stesso articolo, viene chiaramente
esplicitata la dimensione dei tagli
(devono derivare per il
bilancio
dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a
456 milioni di euro per l'anno 2009, a 1.650 milioni
di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per
l'anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2012.) nel comma 6, ed esplicitato
che nel caso
di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici
aventi sede nei piccoli comuni, lo Stato, le regioni
e gli enti locali possono prevedere specifiche misure
finalizzate alla riduzione
del disagio degli
utenti. (comma 4).
Il che ci da chiaramente ad intendere che molte
saranno le vittime.
Sarei curioso di sapere quali sono le
misure specifiche
finalizzate alla riduzione del disagio degli
utenti.
Questa razionalizzazione è prevista entro l'anno
scolastico 2009/2010 e gli istituti soggetti ad
eutanasia dovrebbero essere quelli con meno di 500
studenti.
Per maggiori informazioni in merito vi consiglio il
seguente articoletto:
http://imprenditori.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2059916
Per le leggi qui citate:
DECRETO-LEGGE 7 ottobre 2008 , n.
154
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=40499
DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008 , n.
112
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/decreto_gelmini/testo_coordinato_art.64.pdf
Legge 6 agosto 2008, n. 133
http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/A13C171A-61F7-454D-8399-6AA28AB05147/0/20080806_L_133.pdf
Il colpo di grazia.
Si cela,
ancora in parte oscuro, nella temibile finanziaria.
Sono previsti infatti tagli di 8
miliardi di euro per tutto il sistema scolastico,
comprese le università, che già ora rispetto alle
concorrenti di tutto il mondo hanno finanziamenti a
dir poco ridicoli.
Spero di non avervi annoiato troppo; ma almeno, la
prossima volta che vi diranno che protestate tanto
per fare, potrete sbattere sotto il naso dei
giornalisti lustrascarpe fatti reali.
Una riforma andava fatta, ma non così.
Loro non molleranno. Noi nemmeno.
SmelltheRoses
Good Idea...

Anche se personalmente non mi sognerei mai di buttare
un iBook, c'è chi lo fà per motivi di spazio o di
stupidità. Una ragazza ha voluto riciclare al meglio
il vecchio portatile, ha creato una vera e propria
lampada mac utilizzando il case del computer. Ha poi
regalato il tutto al ragazzo. Non è stupendo? Il
portatile in questione è l'antenato dell'attuale
MacBook, cioè l'iBook G4.
[Fonte]
davideb
L'onda Anomala
Internet è la rivoluzione, la
gioventù, con essa, sta cercando di far capire a
questa povera italia come stanno le cose. Ci
dispiace, ma su questo lato vinciamo noi.
<< Se ci
bloccano il futuro, noi blocchiamo il loro sito.
>> è questa
la frase principale del defacciamento dei siti
personali di Giulio Tremonti, Maria Stella Gelmini e
Renato Brunetta, il tutto seguito da
<<Non ci
fermerete>>
Firmato: L'onda Anomala.
Cosi alcuni studenti hanno voluto ricordare ai tre
ministri che la guerra è ancora aperta, che non
smetteremo di combattere. L'accaduto si è verificato
nel momento più opportuno per i giovani Hacker, il
week end di tutti santi, comunque, gli admin dei siti
sono riusciti in breve tempo a risistemare la
faccenda...
Atto puramente simbolico che non ha danneggiato
nessuno, la scuola pubblica non si tocca, la
difenderemo con la TESTA.
davideb
30 ottobre, Roma !

La prossima mobilitazione nazionale
sarà quella di Giovedì 30 ottobre, ossia dopodomani;
si svolgerà a principalmente a Roma ma si spera un
terremoto da tutta italia.
Personalmente, non potrò andarci. Male. Non potrò
vedere da vicino e dal vero
quello che succederà,
dovrò ricevere dei messaggi filtrati dalla
televisione, dai telegiornali. Domani è l'ultimo
giorno di discussione del decreto, diciamo
l'apocalisse, insomma, sicuramente verrà approvato.
La cosa buffa è che la manifestazione verrà fatta
dopo l'approvazione, io avrei consigliato di farla
prima, ma i sindacati,
casualmente hanno deciso così.
La conseguenza di ciò sarà, come predetto, la
distruzione della scuola pubblica.
Sapete, non vorrei essere troppo offensivo, ma, in
effetti è quello che ci meritiamo. Non
fraintendetemi, non ci meritiamo il male, nessuno lo
ha chiesto. Il fatto è che pochi hanno fatto
qualcosa per evitare di averlo. E' vero, dopo 40 anni gli studenti
sono scesi in piazza a protestare contro una cosa che
a loro parere non va bene. Ma quanti erano
effettivamente? Insomma, intendo, anche se siamo
tanti non siamo abbastanza,
questa volta, il detto pochi ma buoni non vale.
Qualcuno disse nei giorni scorsi che una parte degli
studenti non sapevano neppure per cosa stavano
manifestando, e che molti manifestavano per non fare
lezione. Quel qualcuno non diceva assolutamente
frottole. Sono in tanti a non saper neppure cosa sta
succedendo ed in tanti, anche se vagamente &
lontanamente conoscono il problema, il giorno di
sciopero e di protesta preferiscono dormire o stare a
casa per fare colazione con il proprio amico di
paese.
Solo quando la coscienza delle persone muterà in
qualcosa di forte, deciso e responsabile finalmente
riusciremo ad avere ciò che realmente ci meritiamo.
Per fare questo, però, si necessita il lavoro
continuo di ognuno di noi, facciamo informazione,
cerchiamo di cambiare ciò che è impossibile da
cambiare, quando il pensiero "Almeno ci ho provato"
sarà nella mente di sempre più persone incominceremo
a farcela sul serio.
davideb
Noi tutti wind

Di solito non mi piace fare
pubblicità, soprattutto agli operatori telefonici che
ho sempre odiato, ma di cui, avendo un cellulare, non
posso fare a meno. Aldilà delle opinioni personali
vorrei segnalare una buona offerta, si chiama "Noi
Tutti Wind" .
L' offerta prevede, (con l'attivazione gratis se si
passa a Wind prima del 9 Febbraio, oppure 7 euro se
si è già clienti o dopo la data appena citata) 120
minuti verso tutti i numeri: Wind, Tre, Vodafone, Tim
& fissi. La prima compagnia telefonica in italia
che fà un'offerta del genere.
Il tutto 9 euro al mese, che se confrontati con la
media dei piani tariffari la conclusione è del
risparmio di circa 5€.
Aldilà dei rincari dell'ultimo periodo Wind resta
comunque l'operatore più economico del momento.
davideb
Discoteca ecologica
C'è chi ha il pollice verde, qui però si passa ad
un'anatomia completa....
In
Olanda, precisamente a Rotterdam è nata la prima
discoteca ecologica. Il suo nome è Watt.
Come funziona?
Il movimento, i passi quindi, creano energia
attraverso delle celle piezoelettriche che creano
elettricità per alimentare circa il 10 % dello
stabile.
I bagni sono invece alimentati ad acqua piovana,
quindi evitiamo di dire che berla non sarebbe una
saggia decisione.
Il bar ricicla tutti i materiale, (bhè, mi sembra il
minimo) ed infine il controllo della temperatura è in
mano agli strumenti, che, con qualche arcano sistema,
generano calore.
I risultati sono:
50% autonomia elettrica
30% autonomia idrica
Ovviamente il solo pensiero di avere una cosa del
genere nei prossimi anni in italia è utopia, la
speranza comunque rimane.
davideb
Lettera all'Italia

Cara Italia,
non so perché ti scrivo. Anzi, in vero non so bene
neanche più a chi scrivo. Patria nominata con
orgoglio solo dopo i mondiali di calcio (e
rigorosamente solo dopo averli vinti), Paese tanto
unito nei sogni e nelle ambizioni dei grandi del
passato, quanto diviso nella realtà dei fatti.
Disorientato, forse un po' rassegnato, scrivo allora
a te, bella signora, madre di tante menti brillanti e
che, come talvolta capita ai grandi artisti, al
momento ha un blocco creativo non da poco. Desidero
lasciarti questa lettera sul comodino, accanto al
letto nel quale riposi, mentre zanzare di varia
specie, figli tuoi, ti dissanguano con la somma
tranquillità del ladro di bestiame che è sicuro del
sonno profondo del bovaro. Quando la leggerai sarai
così informata che Roma non è più la capitale di un
Impero, ma il rifugio di ladri di ogni tipo, da
quelli che rubano per mangiare e che tutti temono, a
quelli che rubano per mangiare caviale e che tutti
votano. Ti accorgerai che De Gasperi è passato a
miglior vita, e Montanelli riceve ora le lettere di
Travaglio in un luogo più sereno della redazione del
suo Giornale (l'ultimo nello stivale ad essersi
meritato la "G" maiuscola). Adesso in compenso
abbiamo Schifani e Belpietro, ma dubito fortemente
che ciò possa confortarti.
Ma tranquillizzati, il peggio deve ancora venire.
Anzitutto hanno messo i militari per strada. Duemila.
E tagliano i fondi alle forze di polizia, ben più
numerose e potenzialmente efficaci, se ben gestite e
sufficientemente finanziate. Un gesto così, tanto per
dare quel tocco pittoresco di America Latina. Poi ci
hanno detto che ci troviamo immersi fino al collo in
una grave crisi finanziaria, il debito pubblico è
alle stelle. Ci voleva Tremonti per dirlo, come se i
debiti a fine mese della maggioranza delle famiglie
italiane non lo urlassero già da anni. Ma si sa, cara
Italia, siamo assai abili nell'informare; con un poco
di ritardo e molta distorsione, ma premesso ciò siamo
campioni imbattuti. In Russia sparano ai giornalisti
scomodi; da noi gli fanno "Bu!", gli allungano una
mazzetta, e tutto va a meraviglia, ci si è
addirittura guadagnati un alleato. Putin avrebbe
qualcosa da imparare.
Essì mia cara Italia, quando ancora eri sveglia entro
noi, cosa che, apparente controsenso, avveniva ben
prima della tua nascita ufficiale, eravamo maestri
d'arte e di scienze, insegnavamo al mondo la bella
musica e scrivevamo i migliori poemi. Ora dispensiamo
ben altri esempi, tanto agli atri quanto a noi. Ma
non si poteva permettere che le nuove generazioni
venissero lì a svegliarti: ti saresti strappata le
sanguisughe di dosso, e questo alcuni non potevano
permetterselo. Proprio quegli alcuni che abbiamo
avuto la disgrazia e la mollezza di votare
bovinamente. Ed ecco che, tagliando gambe e fondi
all'ultimo, esile, scalcinato baluardo della cultura,
ovvero la traballante Scuola, si sono assicurati
altri lunghi anni di coma farmaceutico per te, mia
povera Italia, che non solo invecchi fuori, non solo
ti ritrovi coperta di spazzatura (abbandonata tanto
da teste di cavolo quanto di asfalto), ma
impallidisci dentro, nell'anima, mentre un popolo che
forse popolo non è mai stato invecchia al pari tuo e
lascia che tutto corra, perché tutto va bene. O si
spera che vada bene, perché è troppa fatica aprire
gli occhi, vedere le cose come stanno e cercare di
sistemarle.
Meglio affondare, qualunque cosa, a patto che costi
poca fatica.
Buona notte Italia…
SmelltheRoses
C'è un che di Orwell nell'aria...

A pochi anni dalla fine del secondo conflitto
mondiale un tal George Orwell, scrittore americano,
pubblicò un libro intitolato 1984.
Riassumerlo è impresa improponibile; vi basti sapere
che racconta del mondo come sarebbe stato nel 1984
secondo la visione dell'autore. Diviso in tre
supercontinenti con tre differenti tipi di dittature;
ma ciò che conta è su cosa si basano queste
dittature, e come controllano la gente. Anzitutto
abolendo la cultura, controllando l'informazione e
manipolando anche i dati di fatto, eseguendo abili
modifiche agli archivi di giornali e video, togliendo
valore alle parole, ed elaborando un linguaggio più
sintetico, asciutto, privo di qualsiasi profondità e
tramite il quale sia assolutamente impossibile
trasmettere emozioni e riflessioni. Distogliere dal
riflettere, trasformare tutto in furia.
Ecco, il buon Orwell è stato un po' pessimista, siamo
sopravvissuti un quarto di secolo più delle sue
aspettative, ma ormai ci siamo.
La cultura rantola da diverso tempo; leggere tra noi
giovani è cosa sempre più insolita, è considerata una
perdita di tempo. Riflettere, e poi scrivere, e
ascoltare quel che viene detto è sempre più
difficile; tanti credono di scrivere (forse pur'io,
eh?), ben pochi lo fanno veramente, ancor meno
ascoltano e quasi più nessuno riflette veramente.
Beh, esiste la scuola comunque, con bravi professori
che possono insegnare gli antichi costumi, si
potrebbe obiettare. Errore, c'erano; e se ancora
questa razza sopravvive, strani esseri che si
aggirano per le rumorose aule delle scuole d'Italia,
presto saranno resi impotenti. Arriverà una bella
riforma a tagliar loro le gambe, a tutti i livelli.
Pensando all'informazione, beh, questa ormai è andata
a farsi benedire da lungi tempo, e i dati di fatto,
con gente come Vespa che sa
buttare in dibattito il rapporto debito-Pil […]. Ma
il rapporto debito Pil non è né di sinistra né di
destra. E i dati
di fatto, conseguentemente, diventano carta straccia.
Preposto ciò, è naturale conseguenza l'appiattimento
del linguaggio, che ormai assume connotati da SMS
ovunque. Le parole non hanno più valore, anche per
chi ne fa il suo mestiere.
Tutto questo per dire cosa? Che è colpa del Governo?
No, maledizione. La colpa è mia, è tua, è di tutti.
Perché non solo non fiatiamo sulle riforme
dittatoriali che avvengono, ma le approviamo pure,
diciamo "Massì,
sono per il bene del Paese". E poi
non vogliamo sapere, scoprire veramente cosa ci sta
sotto. E peggio ancora crediamo che sì, aimeh, la
politica è così, che ci vuoi fare? Ci fai che la si
cambia.
Un concetto fondamentale che sembra sfuggire
ripetutamente a questo Paese è che il presidente del
consiglio è il primus
inter pares, non è che
appare lì, siamo noi che lo votiamo. Ed è
nostro dovere
criticare,
sempre e comunque; è la critica il motore delle
grande istituzioni.
E invece siamo qua, imbambolati, mentre questa
macchina inarrestabile (che è tale per causa della
nostra nulla volontà ) ci riporta indietro nel tempo,
al 1984…
SmelltheRoses













