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Economist 1, Berlusconi 0

15/09/08 16:18 Archiviato in:Informazione & Grillo

Immagine 1

Berlusconi ha recentemente perso la causa per diffamazione lanciata contro L'Economist nel 2001. Ora al nostro presidente del consiglio toccherà pagare le spese processuali.
La "causa della causa" è quella che segue.

L' Economist nel numero uscito il 26 aprile, vicino alla nascita del secondo governo di Berlusconi pubblicò u un articolo dal titolo "Una storia italiana" Sulla copertina invece veniva scritto "Perchè Berlusconi è inadatto a guidare l'italia".

Dopo il ricorso in appello, il giornale inglese non si è fermato, non ha cambiato le proprie idee ed ha continuato ad esprimere i propri giudizi sul nostro premier, lo scorso gennaio appunto, è uscito un altro articolo: "L'italia ha già abbastanza problemi, ha veramente bisogno un'altra volta di Silvio Berlusconi? "

Insomma possiamo dedurre che la stampa, in Inghilterra è sicuramente più libera e più decisa di quella italiana che invece pulula di corruzione e disinformazione.

L'Economist infine ha parlato anche della legge che blocca i processi alle 4 più alte cariche dello stato, fra cui il premier, e del tentativo di bloccare il passaggio di rete4 sul satellite.


Le cose stanno sicuramente peggio però dall’altra parte dell’Europa, Russia.
Li l’informazione è diventata un rischio, chi parla rischia di morire.
Posso citarvi la giornalista Anna Politkovskaja, come altri 15 che sono morti in circostanze molto “strane”.


Immagine 4


Tempo fà a Villa Certosa se ricordate Putin era andato a far visita a Berlusconi, e nella conferenza stampa una giornalista russa, Natalia Melikova ha rivolto una domanda molto salata al presidente Putin, in quel momento l’umorismo italiano del cavaliere è saltato fuori facendo il gesto del mitra (come nella foto) alla giornalista, che dopo aver visto sia il nostro premier che Putin (quest’ultimo con una faccia severissima) è scoppiata in lacrime.

Alcune parole della Politkovskaja: “
Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare.“

Leggendo queste parole, vengono a mancarmi quelle necessarie ad esprimere un giudizio sui nostri giornalisti, che non sono neanche lontanamente disposti a rischiare la bella vita per informare; chi striscia non inciampa, e soprattutto non si trova un proiettile in mezzo alla fronte.

davideb

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