Le nuove regole del mondo digitale

Ovvero l’impossibilitá pratica di impedire la
riproduzione illegale.
Da
qualche anno a questa parte l'utilizzo dei software
di Peer To Peer è diventato ormai comune; su ogni
computer è installato un programma con funzioni
analoghe a quelle dell'ormai celeberrimo eMule. Ma
non è sempre stato così; iniziamo con un po' di
storia.
Nel
corso deI 2000 un avvenimento di notevole
importanza nel mondo della musica on-line, ma che
potrebbe avere ripercussioni di portata molto
profonda su tutto il mondo di Internet, si è
imposto alla ribalta: NAPSTER.
Napster è il nome di una piccola azienda fondata da
Shawn Fanning e Sean Parker, due studenti appena
ventenni, i quali hanno messo a punto un software
che permette a chiunque di scambiare gratuitamente
file musicali su Internet.
Sulla scia di Napster si é presto affermata una
nuova tecnologia che promette sviluppi ancor più
sensazionali: GNUTELLA.
Un
po' di teoria
Diversamente da Napster, che utilizza comunque un
server centrale per localizzare gli utenti
collegati e pronti a scambiare file, Gnutella
connette direttamente i computer di tutti gli
utenti secondo lo schema di una rete paritetica
(peer-to-peer), permettendo lo scambio di file ed
informazioni da un disco all’altro.
L’aspetto innovativo che investe la distribuzione
digitale della musica é legato allo sviluppo della
tecnologia MP3. Alla pari di .bmp o .doc, MP3 é un
formato di file.
Messo a punto dall’istituto Fraunhofer in Germania,
esso é in grado di comprimere in maniera drastica
il formato dei file audio e video MPEG. Mediante
MP3 é possibile comprimere un file fino a ridurlo a
1/8 della grandezza originale.
MP3 risulta il formato ideale per comprimere i file
musicali con una perdita di qualità assolutamente
trascurabile rispetto al CD. Una canzone della
durata di 3 minuti in formato MP3 occupa circa 3
MByte: una dimensione tale da permettere il
download e Io scambio anche utilizzando un modem e
le normali linee telefoniche.
Il formato MP3, se da una parte, facilita il
download e la copia della musica, dall’altra le
protezioni possibili non sono poi molte, e ormai
facilmente aggirate.
Quello che inizialmente avveniva solo per la
musica, avviene oggi anche per film e libri.
L’industria dello spettacolo guarda a servizi quali
Napster come la morte per il proprio business e sta
usando ogni mezzo possibile tecnico e legale per
prevalere.
L’idea è quella di mettere in atto una sorta dì
prevenzione diffusa della copia dei file digitali,
in modo che gli utenti possano vedere o ascoltare
il contenuto dei file sul loro computer ma non
possano copiano o distribuirlo.
Da un punto di vista pratico la cosa risulta
impossibile. Tutto ciò che viaggia sulle autostrade
informatiche che concorrono a formare Internet non
sono altro che bit, ovvero sequenze di uno e di
zero. Per la loro stessa natura i bit sono
riproducibili.
Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con un
file in formato digitale, sia esso testo, musica,
video o immagine, sa che è possibile farne quante
copie si vuole e utilizzare le copie nel modo che
più si ritiene opportuno. E’ questa una legge
naturale del mondo digitale che rende la copia e la
riproduzione su Internet del tutto particolare e
differente dalla riproduzione, ad esempio, di
oggetti quali orologi di marca o capi firmati.
Quello che si sta cercando di fare é utilizzare la
tecnologia per andare contro una delle leggi
naturali del mondo dei bit: il risultato non puó
essere che il fallimento.
Tra tutti coloro che utilizzano Internet per lavoro
o per semplice divertimento la stragrande
maggioranza è rappresentato dai cosiddetti utenti
medi, ovvero coloro che per navigare dipendono
quasi completamente dal software che stanno usando
senza conoscerne il funzionamento in profondità.
Accanto ad essi navigano nel grande mare di
Internet anche altre due categorie di utenti: gli
hackers ed i cosiddetti pirati professionisti.
Sia gli uni, sia gli altri, seppur animati da
motivazioni diverse, hanno ampiamente dimostrato
che ogni sistema di protezione contro le copie,
anche quelli basati su sistemi hardware, possono
essere aggirati e neutralizzati.
Proteggere i contenuti digitali mediante soluzioni
che ne prevengano la copia funziona, in prima
battuta, nei confronti degli utenti medi e di tutti
quegli hackers non in possesso delle necessarie
conoscenze. Ma è una strategia destinata a fallire
di fronte ad una delle più elementari
caratteristiche del software, ovvero la capacità di
sommare i contributi provenienti da più parti.
È sufficiente che il sistema di protezione venga
neutralizzato da un solo utente.
Egli sarà poi in grado di codificare la sua
scoperta in un software di dimensioni spesso
contenute in poche decine o centinaia di KByte e
quindi distribuirlo a milioni di altri utenti. in
questo modo chiunque, anche l’utente medio che non
ha approfondite conoscenze di programmazione o di
informatica, può scaricare il software da Internet
ed utilizzano per aggirare il sistema di
protezione.
Questo è quanto è accaduto nel mondo dei giochi per
computer e, più in generale, nel mondo dei
programmi per computer: su Internet è possibile
reperire in diversi siti le chiavi per aggirare i
più svariati sistemi di protezione.
Tutti i sistemi possono essere aggirati e, una
volta messo a punto lo strumento necessario per
‘forzare’ un determinato sistema di protezione,
questo sarà disponibile per tutti gli utenti che
vorranno farne uso: contenuti digitali cosiddetti
‘piratati’ saranno facilmente disponibili sul Web e
ognuno potrà averne comodamente accesso.
In
Conclusione
La soluzione inevitabile per l’industria dello
spettacolo è di accettare ciò che appare
inevitabile. Un accesso senza restrizioni è la
legge naturale di tutti i contenuti digitali e chi
riuscirà a far leva su questo aspetto riuscirà
molto probabilmente a trarne guadagni e benefici,
come dimostrano esempi del passato più o meno
recenti.
Le televisioni commerciali si reggono su introiti
derivanti dalla pubblicità e al telespettatore non
viene chiesto di pagare per i programmi che guarda.
Il software cosiddetto Open Source viene
distribuito gratuitamente, ma gli utenti pagano per
comprare manuali e avere supporto tecnico.
Internet non è la morte del diritto d’autore. Il
mondo del business deve prendere atto delle leggi
del mondo digitale e creare nuovi modelli che le
rispettino, permettendo al tempo stesso di
sfruttarne tutti benefici e ricavarne profitti.
Cercare di contrastarle è una battaglia persa in
partenza.
SmelltheRoses
30 minuti all'ora x

Manca poco ormai. La foto che vedete qui
rappresenta il possibile design dei nuovi MacBook
Pro, che Apple presenterà a breve. Verranno inoltre
annunciati i nuovi MacBook 13,3”. Un evento da non
perdere; CrystalStreet lo seguirà in diretta e una
volta conclusosi, vi aggiornerà sulle novità.
SmelltheRoses
Netbook: Ci siamo.
Sono una vera rivoluzione; o meglio, una splendida
evoluzione. Iniziata circa un anno fa dalla Asus,
ed ora seguita da molti altri produttori di PC.
Certo, con differenze di concetto e di forma, ma di
base la stessa idea: creare un notebook piccolo,
economico (sotto i 500€ ), robusto, adatto ad
essere messo ovunque. Più o meno è questo un
Netbook; in altre parole potremmo definirlo come un
incrocio tra un Nintendo DS Lite (sì, nel design
molti lo ricordano, piccolo, colorato, di plastica)
ed un NoteBook ultraportatile, adatto tanto ai
bambini quanto ai professionisti, strumento per
essere sempre connesso, per avere sempre con sé un
sistema in grado di svolgere attività di base.
Favoloso per uno studente, che lo può infilare
nello zaino senza appesantire ulteriormente il
carico da mercantile che si deve portare in spalla;
ottimo per un professionista, che può registrare
impegni e controllare posta ed altro su Internet.
Dicevamo che oltre alla Asus si sono aggiunti molte
altre marche: MSI ed Acer hanno segutio una strada
simile a quella della casa taiwanese, creando
NetBook dall'aspetto più economico, meno curati
esteticamente. Diversa invece la scelta di HP e
DELL, che pur mantenendo un prezzo eccellente (il
DELL Inspiron Mini 9 parte da 319€ + s.s.) hanno
creato dei veri notebook miniaturizzati, sia
nell'estetica che nei componenti. Addirittura la HP
ha deciso di vendere il suo NetBook con Vista
Business. Scelta poco condivisibile, ma che
sottolinea come il suo portatile non abbia nulla da
invidiare ad altri prodotti più grandi e costosi.
DELL al contrario lo rende disponibile, in America,
sia con Ubuntu 8.04 con un'interfaccia
personalizzata (organizzata per pratiche schede che
raccolgono singole tipologie di programmi) comoda e
gradevole, sia con Windows Xp Home edition, e con
due colori: bianco o nero. In Italia al momento è
disponibile solo nero con Ubuntu.
DELL ed HP propongono quindi di base schermi più
grandi (8,9” wide 1024*600), design ricercati e,
cosa molto importante, touchpad e tastiere di
dimensioni accettabili, anche per chi non ha
proprio le manine di un bambino.
L'idea generale di promuovere Linux come OS
preinstallato, rendendolo più user friendly, è
molto positiva: permette al cliente di risparmiare
una discreta somma, e di avere una grande quantità
di programmi gratuiti a disposizione. Che sia forse
anche un tentativo di arginare la pirateria?
Possibile.
Personalmente ritengo i NetBook un grandissimo
passo avanti verso l'informaticizzazione di tutte
le fascie di persone, sia economicamente sia per
quanto concerne le tipologie di lavoro.
CrystalStreet sarà in prima linea per voi nel
tantativo di provarne almeno uno a fondo e darvi il
suo parere.
Stay Tuned!
SmelltheRoses
Addio Bill
Un simbolo di questa azienda rimarrà sicuramente Bill gates, l'ex presidente che ha da poco lasciato il posto ad altri. Riporto qui il video dell'ultimo saluto di Steve Ballmer a Bill Gates. Anche se i prodotti di questa grande azienda non mi sono mai piaciuti per i numerosi problemi che secondo me hanno, (ho un mac...) trovo un pò di commozione nel vedere questo video.
davideb
I Cattivi dell'Hi-Tech per GreenPeace
Dal peggiore al migliore:
1° Nintendo (Oddio, plutonio nel Wiifeet? )
2° Microsoft
3° LGE
4° Philips
5° FSC
6° Sharp
7° Lenovo
8° Apple
9° Toshiba
10° Acer
11° Panasonic
12° Motorola
13° Hp
14° Samsung
15° Dell
16° Sony Ericsson
17° Sony
Per questa classifica GreenPeace si è riferita
all'emissione dei gas serra prendendo come limiti
quelli del protocollo di kyoto.
Non siete curiosi di sapere come mai queste grandi
case produttrici hanno cosi tante magagne?
Vi consiglio di vedere "La Storia Delle Cose",
documentario molto breve di 20 minuti che potete
trovare su google video completo
oppure su youtube
spezzattato in tre parti.
Ecco la prima.
davideb
Siamo contentissimi delle numerose
visite di ieri. Ringrazio molto tutti quelli che
hanno accettato e che accetteranno di fare scambio
link con Crystal Street e ringrazio anche per i
complimenti che mi sono serviti per capire che lo
sbattimento che abbiamo portato avanti per la
creazione e l'ottimizzazione di questo sito è
servito a qualcosa. Grazie ![]()
Misteri...

Email spedita alla redazione di
TheAppleLounge.
Il mio sito - blog preferito sul mondo apple.
Salve,
vorrei porre alla redazione un quesito, che magari
ci scappa anche un articolo sul blog.
Mi è successa davvero una cosa strana: da circa una
- due settimane, praticamente dall'uscita
dell'aggiornamento di leopard il mio iMovie 08 non
ha più funzionato, nel senso che si apriva ma la
parte di lavoro non appariva. Dopo molti tentativi
e prove mi sono arreso. Stessa cosa è capitata ad
un mio amico online, che per caso è riuscito a
risolvere il problema. Nessuna applicazione o cose
del genere. Bastava andare su Preferenze del
sistema/monitor/colori/ e cambiare colore, dopo di
che il programma è ripartito. Riuscite a darci una
spiegazione?
grazie mille, aspetto una vs risposta.
davideb
Aspetto una risposta. Sono molto curioso....
davideb
GoPod
Scaricatelo direttamente da qui. Disponibile anche per utenti Linux, Mac & Windows.

P.s. la nuova versione 1.4!
davideb
Windows sul mac

Insomma, mi stupisco quando sento i windows user
che difendono ancora quel maledetto sistema
operativo.
Aldilà che personalmente lo odio perché molto
vulnerabile e fluido quanto un mattone, devo
ammettere che su un fronte è abbastanza discreto.
Fronte giochi. Non perché girano meglio oppure
blablabla, semplicemente per la compatibilità.
Windows è sempre comunque il sistema operativo più
diffuso.
Ho deciso quindi, di installare windows xp sul mac.
Mannaggia a me. Ho sclerato per ben 5 giorni di
seguito, è stato incredibile. Utilizzando Boot
Camp, apposito programma per far girare windows su
un machintosh ho avuto diversi problemi.
Innanzitutto bisogna creare una partizione apposita
per l'os in questione (nel mio caso windows xp) e
poi cominciare l'installazione. Appena introdotto
il cd di xp il computer si è riavviato con
un'orribile sfondo blu a scritte grigiastre stile
windows 95 e dopo aver passato la prima parte,
quando chiedeva di scegliere la partizione in cui
si voleva installare l'os, la C: BOOTCAMP [FAT32]
non veniva vista. Perciò per qualche giorno ho
dovuto rovistare in molti forum e siti mac, sia
italiani e non. Casino assurdo.
Molti dicevano che bisogna formattare la partizione
in ntfs, altri in fat, altri ovviamente davano del
pazzo al tizio che chiedeva aiuto.
Alla fine, dopo averle provate tutte, come al
solito la soluzione era quella più semplice:
cambiare il cd di installazione. o.O E tutto si è
risolto.
E' stata una bella esperienza devo dire... (viva il
sarcasmo). Un consiglio ai mac user: se non vi
serve, non fatelo!
davideb
Speed Mail
Consigliato alle persone che come me non possono aspettare
davideb
Search Me
Quel che vi presento oggi è un motore di ricerca
web alquanto innovativo, nel suo genere.
Si tratta, nella sostanza, di un incrocio tra
Google e il sistema CoverFlow presente in iTunes,
nel Finder di Mac Os X Leopard e nell'ultima
generazione di iPod by Apple. Praticamente, invece
di basarvi sulla descrizione presente sotto ai
collegamenti di google o di andare per tentativi
aprendo in nuove finestre/schede le pagine che
ritenete possano interessarvi, avrete a
disposizione una pratica anteprima, e potrete
sfogliare le varie pagine semplicemente spostandovi
con le freccette destra/sinistra della tastiera o
trascinando la barra che potete vedere sotto le
anteprime.
Altra funzione degna di nota è la possibilità, sia
prima che dopo aver effettuato la ricerca, di
scegliere una categoria specifica; le varie opzioni
verranno mostrate in tempo reale a mano a mano che
scriverete le parole chiave di
ricerca.

Attualmente
il servizio è in fase Beta, per poterne usufruire
richiede di registrarsi; in ogni caso si tratta di
una procedura veloce e priva di problemi, state
tranquilli anche per quanto riguarda eventuale spam
che potrebbe inviare alla casella (necessaria) che
vi chiederà di inserire: da quando mi sono iscritto
non ho ricevuto assolutamente nulla, eccezion fatta
per la mail di conferma registrazione, che vi verrà
inviata a pochi istanti dalla conclusione della
procedura di iscrizione.
Che dire, le basi ci sono tutte, vedremo come si
evolverà quest'ennesimo avversario dell'imbattuto
Google, che si presenta però con un arsenale
diverso dal solito e particolarmente agguerrito.
Link:
http://beta.searchme.com
SmellTheRoses
Mamma VS Microsoft
Hanno pensato di usarlo anche sul software chat MSN Messenger di Microsoft.
Il colosso informatico si è arrabbiato, accusando la signora di aver violato il diritto di proprietà sul loro prodotto.
La donna non è affatto d'accordo e sostiene che numerosi siti (fra cui anche pornografici) usano MSN ma nessuno si è mai lamentato.
Spero riusciremo ad avere un sequel, sono curioso di vedere cosa succederà in tribunale.
davideb














