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Questo non è il cambiamento. E' la possibilità di ottenere un cambiamento.

06/11/08 19:33 Archiviato in:Informazione & Grillo

american-flag


"We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness. That to secure these rights, Governments are instituted among Men, deriving their just powers from the consent of the governed, That whenever any Form of Government becomes destructive of these ends, it is the Right of the People to alter or to abolish it, and to institute new Government, laying its foundation on such principles and organizing its powers in such form, as to them shall seem most likely to effect their Safety and Happiness. Prudence, indeed, will dictate that Governments long established should not be changed for light and transient causes; and accordingly all experience hath shewn, that mankind are more disposed to suffer, while evils are sufferable, than to right themselves by abolishing the forms to which they are accustomed. But when a long train of abuses and usurpations, pursuing invariably the same Object evinces a design to reduce them under absolute Despotism, it is their right, it is their duty, to throw off such Government, and to provide new Guards for their future security."

"Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi Guardiani"
dal Preambolo della Dichiarazione di Indipendenza Americana

Questo è un testo che dovrebbe diventare argomento di studio in tutte le scuole del mondo. Perché questa non è solo la dichiarazione di indipendenza; è la più completa dichiarazione dei diritti dell'uomo, del perché dei Governi. E' un atto di profonda riflessione.
Otto anni fa gli americani elessero presidente un tal George W. Bush. Tutti sbagliano, loro compresi; e con quel gesto l'America ha pressoché raggiunto i nostri bassofondi politici.
Ma tra l'America e noi intercorre una grossa differenza. Il fatto che loro sono Il Popolo Americano, noi siamo la mandria italiana. E' un po' la differenza che potreste notare osservando prima un bar in centro a Manhattan e poi un abbeveratoio per bovini a Laredo (Texas, USA). Nel primo sbagliano, e quando se ne accorgono (ci han messo otto anni, ma alla fine ci sono riusciti) ne discutono; nel secondo se non bevono ruminano, e se non fanno manco questo muggiscono, che è pure peggio.

Così l'altra notte ogni singolo americano ha votato sapendo chiaramente cosa sceglieva: il passato o il futuro. Due candidati d'eccellenza, perché se tanto si è parlato dell'eleganza di Obama, è giusto riconoscere la signorilità dell'uscita di scena di John McCain. (Se ancora pensate che la nostra casta politica sia di questo livello, vi invito a rammentare le sclerate della Nanoparticella quando perse le elezioni contro Prodi.) E la maggioranza degli americani, memore del passato, ha scelto di cambiare; anzi, di darsi una chance di cambiare. Perché anche loro sono stufi di carriarmati (chiamateli Suv se vi fa piacere) pachidermici ed inquinanti; sono stufi di continuare a bucare il pianeta alla ricerca del petrolio e di lasciare le chiavi del mondo in mano agli emirati arabi, che sguazzano nell'oro mentre la gente fa i debiti per pagarsi un pieno di benzina, oramai. Stufi di continuare una guerra inutile, fatta anch'essa nel solo interesse dei petrolieri e dell'industria delle armi pesanti.

Avendo ben chiaro in testa tutto questo, il popolo si è creato un candidato su misura. Nero, e già questo è garanzia di cambiamento. Colto, perché sia lo specchio di quanto sta sotto, lo sappia comprendere, e dia valore a ciò che di più prezioso ha l'uomo: il Sapere. E, cosa ancor più importante, libero; un candidato, ora presidente, che non ha accettato i finanziamenti che lo Stato fornisce a chi decide di intraprendere una campagna elettorale presidenziale; che ha rifiutato i finanziamenti delle lobby di potere. Quel che ha ricevuto glielo ha dato la gente, tramite la rete, per posta. Pochi soldi ognuno, ma in grado di fare un forte capitale se in tanti. Una prima prova di fiducia. Ed una promessa; perché così tu sei il
mio presidente, eletto da me, e rispondi solo a me.
Tutti argomenti che lo stesso Obama riprende nel suo discorso post-elezione. Promette tanto, ed io gli voglio credere, perché secondo me lo fa col cuore, con l'amore di un padre di due figlie che non vuole vedere crescere nell'ignoranza, nella guerra e nella carestia.

E' sincero, e dice una verità assoluta: non è questa sua elezione il cambiamento, ma è una chance di cambiare, di migliorare. Ci vorranno mesi, anni, forse il suo mandato non basterà, ma col popolo indicherà la via da seguire, per ricostruire l'America come si è sempre fatto negli ultimi 200 anni, partendo dal basso, poggiando mattone su mattone.
E lo stesso McCain, il suo avversario, alza il cappello e si dice fiero di essere governato da un uomo come Barack Obama; ambedue hanno desiderato servire l'America e farlo con la massima carica. Uno vi è riuscito, l'altro continuerà a farlo da Senatore, che, come egli stesso afferma, è più di quanto tanti altri potranno mai fare.

Da bravi italiani, che della parola dei politici dubitiamo (però alla fine gli crediamo e li votiamo pure, uno psicologo direbbe che dovremmo imparare a fidarci delle prime impressioni) ci chiediamo: ma sarà vero? Farà veramente quanto promette?

Io vi rispondo: solo il tempo ci chiarirà questo dubbio; ma guardando il video del discorso di Obama, scrutando gli occhi della gente e del suo Presidente io vi dico che credo in lui, credo nella sua forza d'animo e in quella del popolo che l'ha scelta.
Che ha scelto di avere un'opportunità di cambiare, che dubito fortemente sprecherà.


Che Dio benedica l'America; e ci dia una bella spinta, che a noi poveri ruminanti serve un miracolo, non una semplice benedizione.



SmelltheRoses


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